March to mark anniversary of Desert Storm and protest against 25 years of endless war.

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Saturday, January 16, 2016
in Rome, starting at Piazza dell’Esquilino at 3 pm
Twenty-five years ago, Bush Sr. tricked Saddam Hussein into invading Kuwait, hinting the U.S. would not intervene, and thereupon launched a Gulf War that then spread to ex-Yugoslavia, and then to Afghanistan, and then back to Iraq, and then on to Ukraine (regime change through a “color revolution” in 2004 and again in 2014) and finally to Libya and Syria, where the U.S. still has special forces on the ground today.
All in the name of stopping terrorism (while, in reality, spreading terrorism) and installing democracy (while, in reality, installing governments, or trying to install governments in the case of Libya and Syria, that are approved by Washington).  Is that democracy?  No, it’s a form of colonial domination of other countries to consume their resources and exploit their geopolitical location.  It’s wrong and we all know it’s wrong.
It’s about time we stood up and shouted: “25 years is enough – STOP THIS ENDLESS WAR!”
Invoking the slogan “25 years are enough” (in Italian, “25 anni possono bastare”), a group of Italian peace activists have called for a day of remembrance and action on January 16th, anniversary of the start of Bush Sr.’s Gulf War and of the current mess we’re in.
Please join us in this march from piazza Esquilino to piazza Venezia where a commemoration will be held. See below for the call to action (in Italian) and invitation to a meeting being held tomorrow, the 12th to finalize details. If you plan to join us please let us know by writing to info@peaceandjustice.it. We will be meeting on the steps of Santa Maria Maggiore, on the right (facing the church), going towards via Cavour. We’ll have our U.S. peace flag to also help you find us.
We’re invited to participate, to show that those of us who demonstrated back in 1991, and those who joined in for the 2003 mega-rally or the 2005 march which gave birth to USC4P&J, still feel the need to protest their government’s (and Europe’s) slide into perpetual warfare. Together with others, who perhaps may have been too young then or engaged in other things, but who oppose the neocon agenda of furthering U.S. interests through worldwide violence.
U.S. Citizens for Peace & Justice – Rome
info@peaceandjustice.it

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L’appello del comitato promotore romano della mobilitazione del 16
gennaio, con corteo da piazza Esquilino, partenza ore 15.

Il 16 gennaio di venticinque anni fa, l’inizio dei bombardamenti
statunitensi sull’Iraq nella prima guerra del Golfo, segnava l’inizio
della guerra permanente che oggi sta trascinando il mondo in una
pericolosa escalation. Siria, Iraq, Kurdistan, Libia, Palestina,
Ucraina sono i teatri al momento più gravi ma tensioni e conflitti si
addensano anche in altre aree del pianeta.

Le potenze aderenti alla Nato e le petromonarchie del Golfo in questi
trenta anni hanno creato, finanziato, sostenuto e utilizzato gruppi
terroristici in vari paesi per destabilizzare, dividere, terrorizzare.
Oggi li utilizzano come pretesto per continuare la loro opera
devastatrice.

C’è un legame tra la grande crisi economica e la guerra? Si ed è ormai
evidente a molti. Per questo la guerra ha molte facce e molti fronti,
inclusi quelli che stanno portando allo stato d’emergenza e alla
restrizione della democrazia in molti paesi.

C’è un legame tra la guerra e l’eliminazione dei diritti sociali
conquistati? Si perché i governi dell’Unione Europea hanno deciso
senza battere ciglio che le spese militari e per la sicurezza potevano
essere aumentate mentre quelle per la sanità, il lavoro, la scuola, le
abitazioni continuano ad essere tagliate.

L’Italia è coinvolta dalla guerra? Si anche se pochi se ne accorgono.
L’invio di 450 militari italiani in Iraq, l’ultimatum dato alle
fazioni che si contendono la Libia o il boom della vendita di armi
italiane all’Arabia Saudita, al Kuwait e ad altri paesi lo confermano.

La Nato, gli Stati Uniti e l’Unione Europea rendono subalterni i
singoli governi e molto spesso ci troviamo coinvolti nelle guerre
ancora prima di essersene accorti.

Il 16 gennaio scenderemo in piazza per dire basta con la guerra.
Perchè le guerre le fanno i governi ma la gente che muore è sempre la
nostra gente, qui e negli altri paesi.

Scendiamo in piazza perché sosteniamo ogni resistenza contro la
guerra, perché vogliamo uscire dalla Nato, perché siamo contrari alla
guerra contro i poveri e i migranti, perché riteniamo che l’unica
guerra che si deve combattere è la guerra contro la miseria.

Sabato 16 gennaio corteo (partenza ore 15.00 Piazza Esquilino)

(a Milano la manifestazione partirà da Piazza San Babila, ore 15)

info: eurostop.it@gmail.com

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